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Sartoria Napoletana, verso l’Indicazione Geografica. Definire un’identità, non solo proteggerla

Il 20 aprile, a Napoli, istituzioni e artigiani si sono incontrati per discutere l’avvio del percorso verso l’Indicazione Geografica. Ma la questione resta aperta: cosa significa oggi, davvero, sartoria napoletana.


Ci sono momenti in cui una tradizione si trova davanti a una scelta che sembra semplice, ma in realtà non lo è. Per la sartoria napoletana, questo momento è arrivato.

Il 20 aprile 2026, nella Sala Consiliare “Giancarlo Siani”, sede del Consiglio Regionale della Campania, si è tenuto un incontro dedicato alla sartoria napoletana e al possibile riconoscimento dell’Indicazione Geografica (IG).

L’iniziativa, promossa da Le Mani di Napoli e Casartigiani, su impulso di Damiano Annunziato, vicepresidente di OriGIn, ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del settore. Si è parlato di tutela, ma anche di imitazioni e dell’uso sempre più esteso del termine “napoletano”.

Durante l’incontro è stato presentato anche il Manifesto della Sartoria Napoletana, pensato come primo passo, non ancora come soluzione.

Una questione che resta aperta

Al di là degli interventi, il punto resta chiaro: chi può dirsi oggi sartoria napoletana?

Per anni, la risposta è stata lasciata al mercato, e il risultato è evidente. Il termine “napoletano” viene usato ovunque, non sempre nello stesso modo.

In sala, più che una risposta, si percepiva una consapevolezza: che il problema esiste già da tempo.

La sartoria napoletana non è mai stata definita da un disciplinare preciso. È cresciuta nel tempo, attraverso abitudini e modo di lavorare. Questa libertà ha reso possibile tutto il resto, ma oggi rende più difficile tracciare un confine.

Senza una definizione minima, il rischio è semplice: che il nome resti, ma perda consistenza.

Se non viene definita oggi, rischia di diventare solo un nome.

Un primo passo

L’introduzione delle Indicazioni Geografiche anche per l’artigianato apre uno scenario nuovo, ma è solo un inizio. Prima delle certificazioni, resta una domanda: cosa si vuole davvero proteggere?

L’incontro del 20 aprile segna un passaggio. Non risolve il problema, ma lo mette al centro.

La sartoria napoletana non ha bisogno di essere spiegata. Ha bisogno, oggi più che mai, di essere definita.

Natalia Cornitel
Maestri Mi